|
Getting your Trinity Audio player ready...
|
In questo periodo in cui ci ritroviamo a fronteggiare una nuova ondata di propagazione del virus, pubblichiamo la poesia di Simona Polvani, scritta alla fine del lockdown lo scorso maggio e che “testimonia il suo stato del corpo e non solo dello spirito”. Simona vive a Parigi insieme a molte nostre amiche, amici, familiari; con solidarietà pensiamo alla Ville Lumière spenta dal coprifuoco ed a tutti quelli che, con resilienza e tra mille difficoltà, affrontano la difficile situazione. Spaventati per la salute nostra e altrui, per le difficoltà finanziarie, per la vita resa sempre più difficile nel quotidiano e nella progettualità; condividiamo paure e speranze, distanti ma sempre insieme, al di là delle frontiere.
P.
https://simonapolvani.wordpress.com/2020/10/11/senzatitolo2020/?fbclid=IwAR3k0qUCCrQqJia88yELHAtgh9V6v4Vovc-d0VGnd5_oclbcIqH8c7vS1bA
Deflagrano risate
risate
deflagrano fuori
dalla finestra
Sonore sillabe gutturali rotonde rotanti
Dalla finestra fuori
irrompono seminando filamenti scie brusii
borboglii
Scardinato ormai è il regno del Silenzio Inamovibile
Talvolta nella distanza – cento metri a volo d’uccello –
accade
una parola non si infrange nell’aria
penetra allora intera di senso nel tuo orecchio – bon, enfin, putain, champagne, virus, covid
vie vie vie
Loro festeggiano – sagome shekerate dentro rettangoli luminosi nella notte pesta – La cacofonia della felicità riesumata
Tu ancora
segregata nell’appartamento rimani sempre
più lontana dalla (ad)domestica(ta) vita di un tempo – antropocene ridisegnato con un compasso senza centro
e incomprensibile è la gioia
strozzata dalla paura
Niente è più rassicurante nel presente
ciò che prima era sembra perduto per sempre
l’incoscienza – e il tatto l’olfatto il gusto persino la vista
Il corpo – tradito dal respiro –
è divenuto diffidente e fa barriera
I piedi recalcitranti ti negano la soglia – oltre
NO EXIT
(Neppure l’estate esplosa tutta il 19 maggio)
©Simona Polvani 2020
