25 aprile - Festa della Liberazione

E sono mille papaveri rossi…

Il 25 aprile non divide: il 25 aprile permette. Permette a chi non vuole di non festeggiarlo. Il contrario non sarebbe stato possibile. (V.Nardecchia)

Papavero Rosso - Libertà - crediti Enza SolaLa libertà è come l’aria. A dirlo fu Piero Calamandrei, padre costituente della nostra Repubblica.

Da 78 anni il 25 aprile rappresenta una data fondamentale nella storia della nostra Repubblica. Per ricordare, nel tempo che scorre e ci rende sempre più spettatori passivi, eventi che sembrano non toccarci più.

Questa data, simbolo di pace e libertà, è stata scelta per commemorare la Liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista e per celebrare l’affermazione della Democrazia.

Nulla è scontato.

Questo dovremmo tenerlo sempre a mente. In ricordo dei tempi bui che furono e di quelli che oggi viviamo, nella violenza di guerre combattute, annunciate o minacciate.

Questa data diventa ogni anno oggetto di polemiche, provocazioni e dibattiti. Come se, su certi concetti dal valore universale, potessero esserci posizioni contrapposte.

Questa data è, purtroppo, un giorno che divide. Soprattutto in questo tempo che esprime chiari segni di recuperi, o forse sarebbe meglio dire di rigurgiti (!!!), che si trasformano in una visione del mondo che mostra odio e intolleranza per tutto ciò che è diverso, debole o fragile. E senza alcuna retorica, in questa società che impone un modello di potere che prevarica i diritti delle persone, dove la libertà di esprimersi o di autodeterminarsi non è affatto scontata, dinanzi al preoccupante riemergere del razzismo, della xenofobia, dello spettro del nazionalismo e di fronte a una politica scialba, indifferente, a volte addirittura negazionista, bisogna difendere il presente e il futuro, non dimenticando il passato, commemorandolo ogni giorno per ricordare da dove veniamo.

Perché grazie al 25 Aprile sappiamo che non c’è pace senza libertà e che non c’è libertà senza pace.

A noi spetta il compito di tutelarle entrambe, diventando di esse difensori pazienti e attenti.

Enza Sola

Fotografa.
Ho fatto associazionismo, volontariato, girovagato di qua e di là senza meta e mentre facevo queste cose ho, più volte, ripreso e rimesso nel cassetto la macchina fotografica, fino a decidere, tre anni anni fa, che non l’avrei lasciata mai più. Ad oggi posso dire di aver partecipato a diverse mostre e di aver avuto qualche menzione ad alcuni concorsi ai quali ho partecipato, ma la strada da percorrere nel mondo della fotografia è ancora lunga e, questa nuova avventura con inKantata è, a tutti gli effetti, parte di questa strada.

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