Terapia intensiva

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Padova

Sono un’anestesista rianimatrice, lavoro in Terapia Intensiva, le urgenze fanno parte del mio lavoro, ma mai avrei pensato di vivere un’esperienza così. Da subito io e tutti i miei colleghi ci siamo messi in gioco, perché questo in fondo è il nostro lavoro, ed è quello che abbiamo scelto. La mia quarantena è stata diversa da quella della maggior parte delle persone. Di questo periodo ricorderò: l’autostrada deserta, non quella di Venditti… (che angoscia fare quella strada vuota ogni giorno, soprattutto andando a fare il turno di notte!!), gli occhi dei miei colleghi sotto le visiere, gli abbracci che ci siamo scambiati con la tuta, le docce infinite a fine turno, la paura che non stessimo facendo le terapie giuste, il timore di non essere protetti abbastanza, l’attesa del referto del tuo tampone e l’invidia (sì invidia) per chi poteva stare a casa a leggere, panificare, studiare una nuova lingua e fare scorpacciata di serie tv senza sapere di tutto ciò che si viveva in ospedale. Ricorderò i compleanni in videochiamata con i miei genitori e i brindisi a distanza, i messaggi arrivati da chi non sentivi da tanto tempo e si era ricordato di te, i ringraziamenti e gli incoraggiamenti. Ricorderò la gioia per i primi risultati ottenuti, le telefonate con i parenti, e poi i ringraziamenti arrivati dai pazienti dimessi. E il primo spritz dopo settimane fatto in casa? Anche quello me lo ricorderò bene, come gli abbracci del mio compagno.

Silvia

primo spritz casalingo

Raffaella Gambardella

Raffaella, appassionata narratrice, è una blogger che ha saputo rasformare le sue più grandi passioni – il cinema, i viaggi e la lettura – in una piattaforma vibrante e ispiratrice. Sin da piccola, è stata affascinata dalle storie: quelle raccontate sul grande schermo, lette nelle pagine di un libro o incontrate lungo il cammino nei suoi viaggi. Continua a intrecciare parole di donne in un cammino che non smette mai di arricchirla.

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2 giugno